le fatescappate




Le fate scappate è un piccolo mondo tra montagne e boschi incantati dove,con carte,stoffe,perline e merletti ,le fate danno vita ad allegre magie...


Montese.Modena.Italy

lunedì 14 dicembre 2015

Solo immagini per raccontare



Solo immagini,
oggi,
per raccontare
di
mani,
candele,
cannella
e
bastoncini
:
profumo e bagliori
che solleticano la nostra fantasia
trasformandosi 
in piccoli centrotavola
dal sapore
 un po' rustico
e
un po' romantico















domenica 6 dicembre 2015

Promesse e sogni



L'ora è tarda,
ma una promessa 
è una promessa
...




E così,
anche se,
le parole saranno poche,
manteniamo
la nostra promessa
:
un pizzico di magia
lieve lieve
che 
brilla di ricordi e sogni,
piccoli oggettini ritrovati
O
riscoperti
s'incontrano per raccontare di un'amicizia,
di un amore sbocciato
o
di una notte speciale,
la più speciale
:
la notte di Natale



Un lieve scintillio
che danza tra 
ricordi e promesse
:
le nostre scatoline dei sogni

...

Sogni,
 a tutta la notte,
bei sogni!





giovedì 3 dicembre 2015

Un diario e la tv.....




Tutti i giorni,
lo stesso 
giorno
:
la sveglia, il caffè, i bambini da svegliare,
ed 
i kilometri da fare per iniziare a produrre,
a lavorare

...
Tutti i giorni lo stesso giorno,
5giorni che si ripetono,
quasi uguali a sé stessi,
tutti i giorni lo stesso 
...

8 ore
in piedi,
o
a sedere,
sempre quel gesto,
quasi sempre lo stesso
:
una vite, un cablaggio,
un collaudo
o
vernice da spruzzare,
8 ore
in piedi,
o
a sedere
...
sempre quel gesto,
quasi sempre lo stesso

tutti i giorni lo stesso

A volte ti fermi a pensare se sei ancora un uomo
 o
 se sei diventato anche tu 
uno strumento,
od un numero
...
già,
anche tu un numero

ma era un pensiero,
un pensiero che come è venuto
via se ne va.

Tutti i giorni lo stesso

la senti la schiena che fa male,
le senti e caviglie gonfiarsi,
ti accorgi delle mani indolenzite,
te ne accorgi,
come ti accorgi 
di quel sole 
che poche ore fa sorgeva
là dietro al monte
ora tramonta

Te ne accorgi 
nel cuore la  senti a malinconia 
per quel giorno trascorso,
al chiuso in quella fabbrica
Te ne accorgi
e
nel cuore lo senti l'orgoglio
la senti la soddisfazione
di quel giorno trascorso a fare il tuo mestiere,
il tuo dovere

Te ne accorgi,
ma poi il pensiero come è venuto
via se ne va
...
suona la sirena
ed 
hai la tua libertà

un saluto ai colleghi,
magari
 un the o due chiacchiere con e amiche,
la spesa da fare,
i bambini da passare a prendere,
la cena da preparare
quella montagna di panni da stirare

...

Tutti i giorni lo stesso,
uguali a sé stesso

...

E mentre la vivi,
quella tua libertà
per radio od in tv,
tra una canzone ed un film,
le senti 
le notizie,
le vedi in tv

Una guerra,
la borsa che sale e poi scende,
quel tizio che è scappato laggiù

Una fabbrica in crisi,

La cassa integrazione,

Una fabbrica che chiude,
che
anche lei se ne fugge 
per non tornare più

Scioperi,
cortei,
presidi e falò

Gente che urla,
si arrabbia

Gente che piange
Gente che lotta perché un futuro non c'è più

Immagini astratte,

Veloci,

notti d'inverno davanti ai falò

per scacciare lupi e paure

per dire ce la farò

...

E per un attimo ti fermi,
la guardi quella gente,
la guardi in tv

Per un attimo ti fermi
e
 pensi
povera gente,
così non si può più,
non può essere,
LA GENTE NON È NUMERI

ma poi,
ilbpensiero come è venuto 
via se ne va,
e
 torni a vivere la tua libertà,
i piatti da lavare,
i bambini da mettere a dormire,
quella montagna di panni ancora da stirare
...
Sì,
come è venuto via se ne va
magari,
se mi sbrigo,
magari,
chissà,
 ci sarà anche il tempo per una birra 
giù al bar


perché domani si ricomincia,
di nuovo,
un nuovo giorno
uguale ad oggi,
uguale a se stesso

Tornerò là,
in quella fabbrica
quasi bella
tra i monti dell'Appennino
 ed
 il fiume 
quando la sirena,
invitandoci ad entrare,
 nella valle risuonerà
Io ci sarò,
prontoba lavorare,
sì,
perché
 lavorando potrò 
pagare 
le rate del mutuo,
dell'auto,
l'asilo dei bambini,
ed 
immaginare
il futuro
magari
chissà
....
Sì,
forse,
anche oggi 
mi fermerò per un attimo a pensare
 al sole, alle ore che passano,
ai numeri e a quella gente in tv

 Un attimo solo,un pensiero veloce
Un giorno che in fondo
anche oggi è uguale a sé stesso

...
Oggi no
Oggi no
Oggi no
...

C'è assemblea,
oggi
...

Non va molto bene,
è da un po' che siamo in cassa,



anche noi siamo in cassa integrazione,
ed 
oggi c'è assemblea
...


243 esuberi,

neanche le citano le persone,
solo un numero,
ed
una parola 
dura,che fa male

E se per caso, se per errore
 le citano,
le persone,
le elogiano,
certo,

Elogi
e persone 
come rami secchi,
da tagliare




E lo senti il nodo alla gola,
la senti a paura,
la senti e la vedi 
negli occhi di chi ti è accanto, 
ti guardi attorno, 
in cerca di quei 
243 rami
243 numeri

Ti guardi e pensi

Io no,
Non io,
Non il mio futuro

Per un attimo soltanto,
però,
perché poi senti nascere dentro qualcosa,
e
lo vedi negli occhi di chi ti è accanto,
di chi ti è difronte,
negli occhi lo vedi sbocciare

Paura che diventa coraggio
Disperazione che diventa forza
Solitudine che diventa unione
E
Numeri tornano persone,
uomini e donne
:
Persone

E con le lacrime agli occhi ti senti più forte
E ti organizzi

Tu,
che non l'avevo mai fatto
...



Scioperi, cortei, manifestazioni
e
falò


Mamma,mi tieni i bambini?
Tu porti le sedie,
io la tenda,la brandina,
fa freddo,io porto il piumone

Ed io,
io l'albero,
sì l'albero di Natale

...

sì perché i giorni hanno smesso di essere uguali,


a poco più di venti giorni da Natale.








Sì,
ti organizzi e vai a presidiare il tuo futuro in quella fabbrica
tra i monti dell'Appennino ed il fiume

Ti organizzi 
passi la notte davanti al falò


che ora è il tuo,
E passano le ore, 
ora diverse,
tra un vin brulè,una partita a carte
come una volta,
davanti al fuoco,
con storie da raccontare e sogni ancora da sognare,
come quando si andava a veglia,
come facevano i nostri nonni ed i nostri padri,
ma 
ora la veglia è diversa 
ed i racconti,
tutti i racconti cadono 
nel silenzio
 nel freddo

E
 quel numero ,
243
risuona

Sempre,
mentre fissi la fiamma,
mentre sorridi
tagli quei rami,

spezzati dalla neve

243

Già,
oggi è un giorno diverso


Le ore, i monti 

ed
 il sole 
lo sembrano

Tutto è diverso,
anche ora,
ora
che stanno arrivando tutti,arrivano tutti,
ma
 oggi non ci saranno cartellini da timbrare

Arrivano tutti

Chi porta un caffè,le paste,
un termos di the

E poco importa se c'è ancora quella montagna di panni da stirare,
Oggi è diverso,

Oggi siamo qui per lottare,
per credere ancora in un domani

Tutti per sperare

in un futuro,
un
domani,
di persone
e
di lavoro


No,
Oggi
È
Diverso




Oggi è arrivata la tv



Perché 
Oggi è di noi 
Che si parla in tv




Un giorno di presidio alla Saeco 
da domani,lo giuriamo,torneremo a raccontarvi di magia,


almeno per un po'


E per credere in un giorno diverso
 non 
uguale
a questo oggi troppo uguale a se stesso

lunedì 30 novembre 2015

Il futuro altrove






Parole.
Forse solo parole,
o forse no.
Forse necessità.

Quando ci guardiamo allo specchio
vediamo  
nei nostri occhi e nei nostri sorrisi
mille volti,
nella nostra mente
mille parole
...
Vediamo nostro nonno,
quell'uomo che non abbiamo conosciuto,
ribelle,
che lasciò i suoi figli a casa,
perché doveva andare
Vediamo le nostre nonne
affrontare la vita
a schiena diritta
Sentiamo la voce di quel nonno che abbiamo tanto amato,
che insegnandoci a pregare,
ci raccontava di fratellanza,
di lotte per i diritti,
e della coerenza necessaria 
tra 
le parole ed i gesti
della fatica che costa
tenere fede  a quell'insegnamento
:
Ama il prossimo tuo come te stesso.

Se ci guardiamo allo specchio vediamo noi,
che tra preghiere e sorrisi,
leggevamo
di quell'uomo che, 
dall'altra parte del mondo,
in sella ad una moto,
partì perché doveva andare,
quell'uomo che diceva:
" soprattutto, nel più profondo di voi stessi,siate capaci di sentire ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo"
Ernesto Che Guevara

Se ci guardiamo allo specchio,
vediamo noi,a vent'anni,
scandire:
"un'altro mondo è possibile"
in quella città sul mare.

Se ci guardiamo allo specchio vediamo,
 in ogni ruga,
quella che è la nostra storia.


Forse è anche per questo,
che oggi,
chiediamo spazio alla magia per scrivere di altro

...

" nel più profondo di voi stessi,
siate capaci di sentire ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo"
...

E se quella parte di mondo,
è il tuo mondo
E se i volti colpiti da quell'ingiustizia
non sono volti sconosciuti
Il pugno nello stomaco è ancora più forte
e
 l'esserci,
l'andare
è ancora più un'esigenza





Una volta è un'auto,
la volta dopo una lavatrice,
quella dopo ancora un'acciaieria

ORA LE MACCHINE DEL CAFFÈ

stabilimenti che nascono al posto dei fiori,
stabilimenti e promesse di futuro,
promesse di lavoro e di benessere

poi qualcosa si rompe
ed il futuro non è più

quegli stabilimenti si svuotano,
andranno in altri luoghi 
a fingere d'essere fiori, 
a promettere
futuro

Altrove,
dove il lavoro magari costerà meno,
dove magari non ci saranno stessi diritti da dover garantire
...

il futuro altrove
...

Lasciando dietro di sé 
PERSONE,
uomini e donne
che dovranno inventarsi un'altro futuro,
perché il loro futuro non è più,
il futuro
 per cui hanno
 faticato,lavorato,
il futuro per il quale hanno fatto sacrifici
non c'è più
e
non ci sono più i fiori

Il futuro altrove,
lasciando
dietro di sé
PERSONE,
uomini e donne,
famiglie
e
paesi
al buio,
loro che promettevano 
la luce.

Ecco perché oggi dovevamo essere lì



Lì,
al fianco di quei lavoratori
 che in questi giorni
lottano 





per il loro futuro,
per il futuro delle loro famiglie
per il futuro di questo angolo di mondo

dovevamo esserci 
perché:


"chi lotta può perdere,
chi non lotta ha già perso"

-Ernesto Che Guevara-


Eravamo lì perché siamo fate 
e
" siamo realisti,
Esigiamo l'impossibile"

Eravamo lì,
perché oggi abbiamo sentito nel cuore il dovere di esserci

e

con quel noi non intendiamo parlare solo
 di
 fate
...




Art.1

della costituzione italiana
:
L'ITALIA È UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA,
FONDATA SUL LAVORO.
LA SOVRANITÀ APPARTIENE AL POPOLO CHE LA ESERCITA NELLE FORME E NEI LIMITI DELLA COSTITUZIONE.

Art.4
della costituzione italiana
:
LA REPUBBLICA RICONOSCE A TUTTI I CITTADINI IL DIRITTO AL LAVORO
PROMUOVE LE CONDIZIONI CHE RENDANO EFFETTIVO QUESTO DIRITTO
OGNI CITTADINO HA IL DOVERE DI SVOLGERE, SECONDO LE PROPRIE POSSIBILITÀ E LA PROPRIA SCELTA,
UN'ATTIVITÀ O UNA FUNZIONE CHE CONCORRA AL PROGRESSO MATERIALE
SPIRITUALE DELLA SOCIETÀ.

mercoledì 25 novembre 2015

fiabe



le giornate si fan sempre più corte,
la prima neve ha imbiancato i campi
...
noi 
...

noi oggi,
 abbiam ripreso a raccontare fiabe,

fiabe per scaldare i cuori 
con le parole
con le collane,

bijù
per
coltivar sogni e speranze

 ...
fiabe 

per tornare bambine 
o per
raccontare di
 quella principessa o di quella coraggiosa eroina
che sognavamo d'essere
e
che forse,
a modo nostro, siam diventate
 

Mary Poppins: basta un poco di zucchero....


Mulan:i miei poteri superano ogni tua immaginazione

La principessa sul pisello : solo per vere principesse

Alice: se avessi un mondo come piace a me,là tutto sarebbe assurdo,niente sarebbe com'è

Il principe ranocchio : chiusi gli occhi e lo baciai

La bella addormentata: svegliatemi solo se ne vale davvero la pena

sabato 14 novembre 2015

Forse...ma siam fate

Forse siamo ostinate,
forse viviamo di utopie...
forse,
ma siam fate,
Viviamo di sogni.
Forse.
Eppure, da qui,
Immerse nei  nostri boschi,
In questi colori che non sanno,
nemmeno oggi,
smettere di brillare
continuiamo a sognare
di un mondo d'amore,
di un mondo di
uguaglianza,
fraternità.
Di un mondo senza odio
Di un mondo dove non si vendono armi, ma fiori
Di un mondo dove la parola guerra ha lo spazio che si merita,
il nulla,l'oblio.
Dove la guerra non sarà mai risposta,
Dove la guerra non potrà mai essere cura
mai una soluzione
Come non lo sarà mai l'odio
o la vendetta
Siamo fate,
Forse viviamo di utopie,
Forse viviamo di sogni
Ma non possiamo,non sappiamo
e non vogliamo smettere di farlo...
perché
solo
in quei sogni ed in quelle utopie
noi crediamo.
Solo nell'amore

martedì 10 novembre 2015

Cosa mi metto?

Son incerta,cosa mi metto
E cosa farò?

Mini in tessuto tecnico e fiori d'autunno
Uscirò con lui?
O... 

borsa,cloche e pantaloni a tre quarti
The con le amiche?
O...

Gonna a tubino e morbido foulard...
Andrò a quella cena di lavoro?

Un the con le amiche,
una riunione di lavoro,
un invito a cena
...

Ogni motivo, ogni pretesto 
è un'occasione,
per le fatine,
per giocare con i colori d'autunno
e
 per creare il caos creativo
 nel loro piccolo
 angolo di mondo,
immaginando,
 nel ballo di colori,
che tutto attorno sorride,
la mise,
che sarà sfondo  delle prossime ore gioiose
son incerta,
O forse no....


ci son colori e parole,
di là...

sfondo gioioso 
fosse anche,
"solo"
un pomeriggio di timbini 

forse passerò le mie ore con
poesie,chocolat e pensieri d'affetto


parole



 Giocando ad inventare un
Romantico segnalibro